Il Buio Dentro

(la depressione)

Se ne fa un gran parlare, anche a sproposito; soprattutto i media attribuiscono a questa malattia gran parte dei più dolorosi fatti di cronaca, spiegando in questo modo comportamenti che sfuggono alla comprensione, almeno ad un primo esame.
E’ un modo riduttivo, e quindi errato e confusivo di affrontare il problema, perchè il tema riguarda una gamma molto vasta ed in un certo senso variegata di disturbi psichici.
La confusione genera sempre paura, e non c’è dubbio che di per sé la depressione, una delle esperienze umane più dolorose, faccia paura.
Ne fa così tanta, che spesso viene addirittura negata e “il buon senso” di chi si trova in una situazione di benessere reagisce nel modo peggiore dicendo a chi ne è colpito: “mettici la buona volontà…”, “devi uscirne tu…”, “c’è chi ha malattie più gravi…”, oppure peggio assumendo comportamenti aggressivi e giustificandosi press’a poco così: “lo faccio per scuoterlo…”, “se non lo scuoto si lascia andare…”.
Sentirsi tristi, o come diciamo comunemente “depressi”, è un’esperienza comune che tutti sperimentiamo nel corso della vita. Si tratta per lo più di episodi transitori che si risolvono con il ritorno del tono dell’umore al livello pre-evento.
Altre volte però questo stato d’animo si protrae ed assume tale intensità da comportare una significativa riduzione della qualità della vita. In questo caso il malessere assume le caratteristiche di vera e propria “malattia”, anche se sarebbe più corretto parlare di un gruppo di malattie, in quanto esistono varie forme di depressione che distinguibili in base a diverse caratteristiche, ma che hanno tutte in comune lo stato d’animo a cui si è fatto riferimento.
Secondo il dizionario di Psicologia di U. Galimberti, la depressione può essere definita come: “…un’alterazione del tono dell’umore verso forme di tristezza profonda con riduzione dell’autostima….”
Lasciamo la conoscenza delle varie forme a chi ha il compito di curarle.
Qui ci è più utile rispondere ad alcune domande basilari per riconoscere tempestivamente i sintomi della malattia, una malattia che può e deve essere curata.

Quali sono i segni ed i sintomi della depressione?

La depressione non si presenta sempre nello stesso modo. I segni ed i sintomi possono essere molto differenti fra loro, ed ogni paziente può presentare una combinazione unica fra di essi.
Di seguito riportiamo un elenco dei sintomi più comuni:

  • una costante sensazione di tristezza, ansia e di sentirsi “svuotati”;
  • una sensazione generale di pessimismo;
  • la persona si sente senza speranza;
  • il soggetto può sentirsi inquieto e/o irritabile;
  • la persona puó perdere interesse nelle attività che in passato rappresentavano fonte di godimento (anedonia);
  • calo del desiderio sessuale;
  • livelli di energia minore, maggiore percezione della fatica;
  • molte persone con una malattia depressiva faticano a concentrarsi, a ricordare i dettagli, e a prendere decisioni
  • sonno disturbato, discontinuo. Risvegli precoci (iposonnia) o sonno più lungo del normale (ipersonnia);
  • le abitudini alimentari possono alterarsi (iperalimentazione o mancanza di appetito) ;
  • il malato può lamentare più dolori, mal di testa, crampi allo stomaco ed altri sintomi fisici che non migliorano con il trattamento sintomatico.

Quali sono le cause della depressione?

Le cause della depressione sono ancora in gran parte sconosciute, ma certamente concorre al suo instaurarsi una combinazione di fattori: il corredo genetico che predispone il soggetto allo sviluppo della malattia (fattore predisponente), il suo ambiente biochimico, la sua esperienza personale ed altri fattori psicologici (che possono rappresentare il fattore scatenante, ossia l’insieme di eventi che effettivamente slatentizzano la malattia).
La risonanza magnetica funzionale, ha dimostrato che il cervello di una persona che soffre di depressione ha un aspetto diverso e funziona in modo differente da quello di un soggetto che non ha mai sperimentato sintomi depressivi. Le aree del cervello preposte al pensiero, alla regolazione del sonno, del tono dell’umore, dell’appetito e del comportamento in generale appaiono modificate sia nell’aspetto che nel funzionamento.
Ci sono anche segni di una alterata funzionalità dei neurotrasmettitori cerebrali, sostanze che garantiscono una comunicazione efficace fra i neuroni che compongono il nostro sistema nervoso centrale. Purtroppo, la tecnologia che consente di osservare le alterazioni cerebrali non è in grado di dirci con altrettanta precisione quali sono le cause delle alterazioni osservate.
E’ comunque certa la familiarità del disturbo depressivo, fattore che ci permette di inferire l’importante ruolo della genetica nello sviluppo della malattia, pur non trattandosi di una malattia ereditaria in senso stretto (si eredita la predisposizione alla malattia e c’è un’incidenza significativa della depressione in alcune famiglie).

Qual è il trattamento per la depressione?

La depressione è altamente curabile – anche nelle sue forme più gravi.
Un trattamento tempestivo,come dimostrato dalla clinica, comporta un più rapido e migliore risultato, riducendo anche le possibilità di ricadute.
L’intervento ottimale è quello effettuato da specialisti della salute mentale (psichiatri e psicologi); la dignosi deve essere la più precisa possibile in modo tale da consentire la scelta di un trattamento mirato.
Generalmente, il modo migliore per trattare la depressione è rappresentato da una combinazione di psicoterapia (gli orientamenti in psicoterapia più utilizzati sono la terapia cognitivo-comportamentale e la terapia psicoanalitica interpersonale-intersoggettiva) e farmacologia (sono oggi disponibili diverse molecole farmacologiche che consentono di agire proprio a livello dei mediatori chimici consentendo un’altissima efficacia terapeutica).
Con questa combinazione è possibile potenziare vicendevolmente gli effetti dei due trattamenti: da un lato il farmaco, riequilibrando il funzionamento dei neurotrasmettitori cerebrali (principalmente serotonina e dopamina) consente al soggetto un miglior utilizzo delle sue risorse psicologiche che sono meno influenzate dallo stato d’animo depresso e gli consente di individuare le componenti psichiche della sua specifica depressione, dall’altro la psicoterapia favorisce il miglioramento dei comportamenti quotidiani e del modo di sperimentare le relazioni interpersonali.
Questi cambiamenti psicologici sono fondamentali perchè forniscono strumenti di conoscenza delle proprie dinamiche interiori e relazionali utili per prevenire eventuali circostanze future implicate in possibili ricadute che potranno essere così evitate o ridotte di intensità.